Il cammino trionfale degli azzurri verso la finale di Berlino inizia il 22 maggio, giorno del raduno a Coverciano. Lo scandalo di “calciopoli” occupa le prime pagine dei giornali e Marcello Lippi è investito dalle polemiche per via del contenuto di alcune intercettazioni telefoniche e per il ruolo del figlio Davide, agente in orbita Gea.
Il ct è tempestato di critiche e molti chiedono il suo allontanamento dalla nazionale, ma lui incassa la fiducia del commissario straordinario della Figc Guido Rossi e resta al suo posto, facendo quadrato intorno alla squadra. La preparazione è segnata dall’infortunio di Gianluca Zambrotta, che rischia di non partecipare ai Mondiali, e dalle amichevoli pareggiate con la Svizzera (1-1) e con l’Ucraina (0-0). Il 6 giugno gli azzurri lasciano l’Italia e comincia l’avventura tedesca.
La fase a gironi per la Nazionale inizia il 9 giugno: nel match d’esordio gli azzurri sconfiggono per 2-0 il temutissimo Ghana di Appiah, con i gol di Andrea Pirlo al 40’ e di Vincenzo Iaquinta all’83’. Per la squadra è una buona iniezione di fiducia e il cammino, almeno nella prima fase a gironi, sembra in discesa. Invece, nel secondo match, contro gli Stati Uniti, succede di tutto: dopo il gol di Alberto Gilardino al 22’, Cristian Zaccardo confeziona uno sciagurato autogol al 27’ e, un minuto dopo, Daniele De Rossi rimedia un cartellino rosso per una gomitata a Brian McBride. La gara termina 1-1, con gli americani rimasti in nove a causa di due espulsioni. Il terzo incontro, con la Repubblica Ceca di Pavel Nedved, è già fondamentale per proseguire l’avventura mondiale: dopo una sofferenza iniziale (un paio di parate decisive di Gianluigi Buffon e l’infortunio di Alessandro Nesta al 17’), la squadra di Lippi sblocca il risultato con Marco Materazzi (subentrato a Nesta) al 26’ e poi controlla piuttosto agevolmente il match, raddoppiando all’87’ con Filippo Inzaghi.
Negli ottavi l’Italia si trova di fronte l’Australia della “bestia nera” Guus Hiddink: gli azzurri partono bene e nel primo tempo creano alcune palle gol, che non vengono concretizzate a dovere dalla coppia Toni-Gilardino. Poi, al 50’, l’Italia resta in dieci per l’espulsione di Materazzi e la gara si fa difficile, contro una squadra ben organizzata e forte fisicamente.
All’ultimo minuto di recupero, quando i supplementari sembrano inevitabili, Fabio Grosso, dopo una bella discesa sulla sinistra, si procura un calcio di rigore, che Francesco Totti (subentrato a Del Piero al 75’) mette dentro con sicurezza decidendo l’incontro e regalandoci i quarti. L’Ucraina di Andriy Shevchenko è la nostra avversaria nei quarti di finale. Al 6’ Gianluca Zambrotta sblocca il risultato e la gara si mette subito bene. A inizio ripresa gli azzurri soffrono e vengono salvati da Buffon, dalla traversa e da un salvataggio dello stesso Zambrotta sulla linea di porta, poi Luca Toni chiude i conti con una doppietta al 59’ e 69’.
Si arriva cosi` alla semifinale con la favorita Germania, una gara che è gia` entrata a pieno diritto nella storia della Nazionale. Si gioca al Westfalenstadion di Dortmund, nella tana dove i tedeschi non hanno mai perso: l’Italia ribatte colpo su colpo per tutti i 90’, che si concludono su uno 0-0 contrassegnato da un sostanziale equilibrio, pur con un maggior possesso palla da parte degli azzurri. Nei supplementari, grazie anche alle coraggiose scelte di Lippi (in campo, contemporaneamente, Totti, Del Piero, Gilardino e Iaquinta), non c’e` partita e gli azzurri schiantano i panzer: prima il palo di Gilardino e la traversa di Zambrotta, poi, al 119’, il gol di Fabio Grosso, servito da un assist di Andrea Pirlo, infine, al 121’, il raddoppio di Alessandro Del Piero, su assist di Gilardino. L’Italia vola verso la sesta finale mondiale della sua storia e verso questa pazza di notte di Berlino dove i nostri azzurri si sono imposti sui transalpini al termine di una gara fissata dopo 120` sull’1-1 e vinta ai rigori, proprio lì dove avevamo dovuto sempre cedere le armi.
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