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ATALANTA-MILAN 1-2 Il Milan ottiene anche a Bergamo una vittoria sofferta. Contro i bergamaschi, su un campo ai limiti della praticabilità, finisce 2-1. Succede tutto nella ripresa: prima Ambrosini al 27' porta in vantaggio i rossoneri, risponde Makinwa un minuto dopo. Quando la partita sembra finita, arriva al 94' la rete di Pirlo che proietta la squadra di Ancelotti in testa da sola a 60 punti, in attesa del posticipo tra Roma e Juventus. Delio Rossi schiera una difesa a tre, con un centrocampo a cinque e Lazzari (bestia nera della Juventus in Coppa Italia) alle spalle di Makinwa. Ancelotti, in previsione degli ottavi di ritorno di champions con il Manchester, ricorre al turnover. Difesa con Stam a destra e Costacurta a sinistra. A centrocampo Brocchi, Pirlo e Dhorasoo, mentre Kakà agisce alle spalle di Tomasson e Crespo. In panchina ci sono Seedorf, Gattuso e si rivede anche Pippo Inzaghi, dopo la frattura del pollice rimediata in Coppa Italia con l’Udinese. I ragazzi di Delio Rossi entrano subito in partita, per nulla intimoriti dalla prima in classifica e giocano in scioltezza secondo un disegno ben definito: impedire al Milan di far girare la palla. L’Atalanta gioca alta, sfruttando palle basse, alla ricerca ossessiva di Lazzari e Makinwa secondo le indicazioni di Rossi. Il Milan subisce con affanno, per di più su un terreno infame che penalizza il maggior tasso tecnico dei rossoneri. L’Atalanta è divertente e su punizione dalla trequarti (palla sfiorata di testa da Capelli) colpisce il palo con un Dida sempre incerto nelle uscite. Kakà non entra mai nel vivo del gioco, Brocchi è più interditore e Pirlo, con un’Atalanta così vispa (bravi Motta, Montolivo e Marcolini) è spesso costretto a fare filtro. Dhorasoo corre molto come al solito, ma non dà mai la sensazione di creare guai seri agli avversari. Crespo e Tomasson fanno il possibile: cioè poco. Nel secondo tempo l’Atalanta riprende da dove aveva chiuso la prima parte di gara. Incredibile il leit-motiv offensivo, dove è sufficiente pressare per mandare in crisi la difesa rossonera. È una bella Atalanta, che rischia aprendosi in difesa, ma che sa ripartire in velocità e che subisce un errore arbitrale di Bertini e assistenti i quali non vedono una clamorosa trattenuta di Nesta al limite su Makinwa lanciato a rete. Ancelotti vuole vincere la partita per portarsi al comando della classifica. Toglie Dhorasoo e Brocchi (che non hanno brillato particolarmente) per far spazio a Serginho e Ambrosini, spostando Kakà a sinistra. I cambi hanno il loro effetto perché Serginho inizia ad impazzare sulla fascia sinistra ed Ambrosini svolge diligentemente il suo compito di interdittore ma si rende molto utile anche in fase offensiva. Il gol del vantaggio rossonero arriva proprio dal pescarese con un bel colpo di testa nell’angolo. Passa un minuto e su palla inattiva Makinwa, sempre di testa, ristabilisce la parità. Il nigeriano è scatenato; fa quello che vuole. Confeziona un assist al bacio per Lazzari, il quale manca il facile vantaggio. Il Milan soffre la vivacità dei giovani dell’Atalanta. Inzaghi rileva Crespo. Ma nei quindici minuti finali il Milan aumenta la pressione ed approfitta del calo fisico degli avversari alzando il proprio baricentro. Ambrosini è il più attivo e ci prova con un diagonale che esce di poco a lato. Il forcing finale porta ad una rimessa laterale. È l’ultima azione della partita. Batte Serginho per Ambrosini che prolunga all’indietro. Inzaghi (lasciato solo a centro area) si avventa di testa ma Calderoni respinge. Pirlo è ben appostato per la zampata che vale la vittoria e il momentaneo primato solitario in classifica con 60 punti. La zona Cesarini si conferma ancora una volta terreno amico per il Milan. Tanto che in una ipotetica classifica che tenga conto solo dei primi 80' di ogni partita, sarebbero 15 i punti di svantaggio dei rossoneri sulla Juve. la squadra di Ancelotti, infatti, ha conquistato cinqua successi con gol nel finale, mentre per tre volte i bianconeri sono stati raggiunti dopo l'80' e solo una volta hanno vinto grazie ad una rete in extremis.
MARCATORI: nel st 27' Ambrosini (M), 28' Makinwa (A), 49' Pirlo (M).
ATALANTA (3-5-1-1): Calderoni, Rivalta, Natali, Capelli, Motta, Montolivo, Bernardini, Marcolini (41' st Innocenti), Bellini, Lazzari, Makinwa (46' st Sinigaglia). (1 Taibi, 33 Stendardo, 35 Adriano, 15 Morosini, 77 Pagano). All.: Rossi.
MILAN (4-3-1-2): Dida, Stam, Nesta, Maldini, Costacurta, Brocchi (17' st Ambrosini), Pirlo, Dhorasoo (15' st Serginho), Kakà, Tomasson, Crespo 5.5 (30' st Inzaghi sv) (17 Abbiati, 26 Pancaro, 20 Seedorf, 8 Gattuso). All.: Ancelotti.
Arbitro: Bertini di Arezzo.
NOTE - Angoli: 4-1 per il Milan. Recupero: 1' e 4'. Ammoniti: Dhorasoo e Costacurta per gioco falloso, Montolivo e Makinwa per comportamento non regolamentare. Spettatori: 21 mila.
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